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lunedì 22 agosto 2011

Google+ vs Facebook ... c'è ancora tanto da fare

Oggi mi va di fare una considerazione dopo aver letto un post sulla crescita di Google+ rispetto a quella che ebbero Facebook e Twitter a loro tempo. In pratica, si mostra che Google+ in pochi giorni ha raggiunto lo stesso numero di utenti che FB ha ottenuto dopo mesi di attività.

Qualche tempo fa mi lamentavo del fatto che FB non mi stava dando più stimoli e che stavo aspettando una nuova rivoluzione, ma, se per molti Google+ ha forse rappresentato questa rivoluzione, per il sottoscritto non è stato così.
Certo, Google+ si è fatto subito percepire come un social network più di nicchia che riflette meglio il paradigma del mondo reale con le sue cerchie di conoscenti eppure, dopo aver postato il mio primo messaggio su Google+ e catalogato nelle liste i miei contatti Gmail, non l'ho più toccato ed ho continuato a guardare FB.
Mi sono chiesto quindi: Perché?

I motivi che mi sono dato sono i seguenti:
1) I miei contatti Gmail sono solo una piccola parte dei miei contati FB e tutti loro hanno, tra l'altro, anche un profilo FB.
2) Forse è proprio l'essere troppo di nicchia e più "serioso" rispetto a FB, in un certo senso, mi inibisce.

Ne ho dedotto quindi che la forza di un social network non può essere quantificata solo in base al numero dei suoi iscritti ma anche in base alla facilità/possibilità/velocità che tra di essi si generi uno scambio di informazioni e su questo FB detiene ancora il potere secondo me.

Google+ ha rivoluzionato la nostra vita tanto da non poterne più fare a meno come è successo con FB? Per ora no, ha di certo molta strada da fare al di là di quanti utenti ancora si iscriveranno per provare le sue cerchie e poi non usarle.

Ad maiora,
JECO digitale

lunedì 13 giugno 2011

Ancora sul futuro dei social network

Ancora una volta, a distanza di più di un anno, mi trovo a meditare sul futuro dei social network e quindi, inevitabilmente, su Facebook.

Già da qualche mese ho notato che la mia attività giornaliera sul più popolare dei social network, rispetto a qualche anno fa è diminuita sensibilmente.

Leggendo questo articolo sembrerebbe che FB abbia raggiunto una saturazione nei paesi dove è già presente da tempo. In realtà ho notato che anche l'attività dei miei amici su FB è calata drasticamente.

Ma allora che sta succedendo?

Gli utenti hanno capito che:

  • mantenere contatti con tutte le persone del nostro passato è, la maggior parte delle volte, troppo difficile e spesso neanche tanto stimolante;
  • avere tanti amici su FB non è un indice di quelli che si hanno nella vita reale;
  • a fare gli esibizionisti su FB son bravi tutti ma, quel che più conta, non interessa quasi a nessuno;
  • la maggior parte di ciò che si scrive o passa su FB è pura inutilità;
  • corriamo grossi pericoli a rendere pubblica la nostra vita su FB e la privacy è importante;
  • i profili sono una miniera di informazioni per carpire informazioni su chi siamo noi e chi sono gli altri;
  • tutte le info che carichiamo e scriviamo non sono più di nostra proprietà e sono utilizzate a fini di lucro;
  • i nostri profili diventeranno le nostre lapidi online e resteranno indelebili su Internet per essere giudicati dai posteri.

Nonostante queste siano valide motivazioni per ridurre la propria attività su FB, non ritengo siano le cause della mia disaffezione a FB. C'è anche dell'altro: FB mi ha annoiato e sto aspettando un'altra rivoluzione.

So che più passa il tempo e più sarà difficile perché FB non è solo un social network, è diventato uno standard, troppo diffuso e pertanto duro da abbandonare anche per passare a social network migliori.

Allora mi son chiesto cosa renderebbe un social network più appetibile ai miei occhi.

Un social network che renda la mia vita davvero più appagante e che non me dia solo l'illusione.

Un social network che si innesti meglio nella vita reale insomma. Penso che i tempi siamo maturi affinché le nostre identità: reale e virtuale, siano solo due facce della stessa medaglia ovvero della stessa persona. Usare la rete per fingere chi non si è non porta lontano, lo dimostra il caso della blogger gay siriana Amina che si è scoperto, infine, essere un quarantenne americano.

Del resto, non dico nulla di nuovo se affermo che già nelle nostre vite reali spesso fingiamo di essere chi non siamo in realtà.

Ad maiora,

JECO digitale



martedì 22 febbraio 2011

Considerazioni varie

In questi giorni avrei voluto scrivere che:

Per la giornata del 14/2/2011 sono finito sul corriere della sera per un'iniziativa di lettura.

Domenica sono stato al BUK a Modena, ovvero la fiera della piccola e media editoria che si è svolta nelle giornate del 19 e 20 febbraio.
Mi è piaciuta molto, ci si rende subito conto di quante piccolissime case editrici esistano in Italia e di come esse cerchino di ritagliarsi un posto nel difficile mercato del libro.
Chi vuole trovare cose davvero alternative da leggere non può perdere questo tipo di eventi.
Io ho comprato tre libri e sono stato felice dei miei acquisti.

Mi ha colpito il fatto che FB è stato utilizzato per coordinare le rivolte in medio-oriente mentre in Italia rimane uno strumento di intrattenimento che, tra l'altro, ha anche un po' stufato.
Impressionante come oramai l'informazione riesca a sfuggire ai controlli per giungere all'esterno e mostrare cosa davvero succede.
Cosa accadrà? Quale sarà l'assetto mondiale futuro? Chissà.

... ma non ho avuto tempo, i tempi corrono davvero.

Ad maiora,
JECO digitale


venerdì 15 ottobre 2010

Impariamo l'alfabeto digitale

Ricordo che da bambino la maestra ci faceva imparare l'alfabeto facendoci degli esempi tipo: "A" di Albero, "B" di Barca, "C" di Casa ...
Spesso ad ogni spiegazione era associato un disegno che serviva per fissare la lettera associata proprio alla parola più comune che iniziava per quella lettera.

Nell'epoca di Internet, l'alfabeto lo detta Google.
Se provate infatti a digitare semplicemente la lettera "A" in google.it, vi apparirà l'elenco delle parole più ricercate che iniziano per quella lettera, prima tra tutte "ansa". Ripetendo l'operazione per ciascuna lettera dell'alfabeto otterrete:

A - ansa
B - bnl
C - calciomercato
D - dizionario
E - ebay
F - Facebook
G - Gmail
H - hotmail
I - inps
L - libero
M - meteo
N - netlog
O - oroscopo
P - pagine bianche
Q - quattroruote
R - Ryanair
S - subito
T - trenitalia
U - unicredit
V - virgilio
Z - Zara

W - wikipedia
Y - Youtube
J - Juventus
K - Kijijij
X - Xbox

Le parole più ricercate riguardano i seguenti argomenti: News, Soldi, Calcio, Internet, Meteo, Oroscopo, Trasporti, Lingue, Giochi, Abbigliamento, Previdenza sociale. Guarda caso sono lo specchio dell'italiano medio del 2010. Sorpresi? Io non tanto e non è un caso che nell'elenco manchino i libri, forse il dato che più mi sorprende che manchi la Telefonia.

Facendo la stessa cosa per google.com (Il sito google americano) il risultato è diverso:

A - amazon
B - best buy
C - craigslist
D- dictionary
E - ebay
F - Facebook
G - gmail
h - hotmail
i - ikea
l - lowes
m - mapquest
n - netflix
o - orbitz
p - pandora
q - quotes
r - rei
s - sears
t - target
u - usps
v - verizon
z - zillow

w - weather
y - youtube
x - xbox
j - jet blue
k - kohls

Ci accomunano la passione per Internet, la Compra-vendita, i Gioghi, il fatto che entrambi non conosciamo le lingue(loro però l'inglese lo sanno) ma qui almeno con Amazon, i libri ci sono!

Infine, ripetendo l'esperimento per google.com.hk, il google cinese si ha:

A - abobe reader
B - baidu
C - cctv
d _ dnf
e - ems
f - facebook
g - gmail
h - hao123
i - is
l - lv
m - msn
n - nba
o - office 2007
p - pps
q - qq
r - realplayer
s - sina.com
t - taobao
u - uusee
v - veryCD
z - zol

w - www.hao123.com
y - yahoo
x - xixi
j - java
k - kugou

Il che sottolinea, a mio avviso, l'utilizzo di piattaforme di microblogging e motori di ricerca appositi per la specifica nazione, la presenza di un brand Microsoft molto elevata e di un Internet scarsamente orientato al Cloud Computing. Ci accomunano Facebook e Google!

Tutto ciò per dire che imparare il nostro alfabeto digitale e quello delle altre nazioni può essere un buon modo per comprendere i nostri limiti, i nostri punti di forza, capire meglio i nostri vicini e come si muoverà il mondo.

Ad maiora.
Jeco digitale

lunedì 5 luglio 2010

Facebook, Twitter, Blog e Reality show sono ammortizzatori sociali?

Oggi leggevo questo articolo su corriere.it in cui si parlava, ancora una di volta, di Facebook e di come esso stia diventando: Il database dell'umanità, anche se di umanità in FB spesso ce ne è davvero poca. Dai sondaggi mascherati da giochi/quiz, agli "amici" che spesso non lo sono nella vita reale, al fatto che i dati che il social network incamera (foto, messaggi di stato, ecc.) rimarranno archiviati per sempre.
Tremo all'idea che si faranno di me i miei pronipoti leggendo fra sessant'anni i miei "a cosa sto pensando" quando il grande database dell'umanità diventerà (sempre se esisterà ancora) il più grande cimitero online.
Confido nel fatto che la tecnologia che ci sarà allora non sarà in grado di decodificare facilmente la nostra attuale perché quest'ultima risulterà obsoleta, un po' come succede oggi per le registrazioni degli anni venti ed il motivo non è perché sogno un futuro tecnologicamente avanzato, ma perché ho paura del giudizio che avranno i posteri di noi, della nostra generazione fatta di social networkers, bloggers e spettatori di reality.
Spesso mi sono chiesto se Facebook, Twitter, Blogs e Reality show, ecc. non siano "spinti" dai governi nazionali per sedare i malcontenti che comunque ci sono e serpeggiano tra la gente perché, è bene dirlo: la realtà è che tanta gente se la passa male.
Mi rendo conto però che coi tempi che corrono, non importa che sia o no la realtà, l'importante è solo che sia su Facebook.

Ad maiora.

JECO digitale



Senza un lavoro, senza una casa ma non senza la banda larga ...

giovedì 20 maggio 2010

Zuckerberg ci aveva visto giusto ma poi...

In questi giorni sembra che sul web (almeno sul web che legge il sottoscritto), non si parli d'altro che di Facebook e della voglia sempre più in costante aumento che numerosi utenti hanno di cancellarsi.
Se si digita "How to quit" su Google, la seconda scelta consigliata in automatico è "How to quit Facebook" ma secondo me la verità è un'altra: Facebook ha cannibalizzato il mercato dei Social network e c'è chi non vede l'ora di farlo fuori.
Zuckerberg e i suoi, dichiarando la fine dell'era della privacy, vengono accusati di aver cambiato le regole in corso d'opera proprio in fatto di privacy e che la loro scelta di allentare la presa su una questione così delicata, sia una scelta sbagliata.
Io penso invece che Zuckerberg ci aveva visto giusto, stavamo andando incontro ad un mondo in cui la privacy sarebbe stata sempre più sacrificata finché ... finché è arrivato Facebook ed ha fatto scoprire quanto sia importante, invece, non condividere proprio tutto tutto ed avere un controllo totale su ciò che si vuol mostrare pubblicamente.
Insomma, Zuckerberg ci aveva visto giusto ma la creatura che ha creato per seguire la tendenza, ha alterato la tendenza stessa creando un cambio di rotta.

E' bene quindi tenere a mente che:

Non è importante solo riuscire a prevedere i trend ma anche capire come fare a cavalcarli senza alterarli troppo.

Ed un giorno, chissà, l'arrivo massivo e martellante del fenomeno Ipad potrebbe far riscoprire, invece, il piacere di leggere un buon libro fatto di semplice carta magari come reazione all'avvento di un'editoria fatta solo di editori di e-book.

E se GOOGLE-LIBRI, seguita a ruota dai competitors, anziché fare business solo nel digitale, per differenziarsi aprisse un giorno delle librerie tipo Feltrinelli?

E se la marea di programmi spazzatura che la TV ci propina producesse come controreazione la decisione della gente di dare più importanza alla Cultura?

Sono un sognatore, lo so, però tutto potrebbe succedere ma solo ai posteri l'ardua sentenza, nel frattempo, continuo a ripetere: Zuckerberg ci aveva visto giusto! ;-)

Ad maiora,

JECO digitale


Chissà se poi alla fine l'ha trovata una ragazza, è uno dei motivi per cui, si dice, abbia creato FB ...

mercoledì 24 marzo 2010

I Social Network del futuro

Ogni volta che una moda legata ad una tecnologia prende il sopravvento, a volte ci si chiede: “Che verrà dopo?

Oggi infatti i Social Network vanno molto di moda ma chissà se lo saranno anche in futuro e/o come cambieranno.

Non essere un “nativo digitale” mi ha dato la possibilità di vedere nascere dal nulla alcuni fenomeni socio-culturali legati ad Internet.

Nel 1994 eravamo in pochissimi ad avere un abbonamento ad Internet in Italia, i miei amici del liceo nel 1995 non avevano neanche idea di cosa fosse Internet ma alla fine degli anni 90 eravamo tutti nelle chat fornite dai vari portali a parlare con sconosciuti/e ed incominciavamo spesso le discussioni con la fatidica frase: “da dv dgt?” o anche “M/F?”.

Una volta che le nostre parole avevano fatto breccia nel cuore dell’altro/a, ci inviavamo le nostre foto migliori scannerizzate perché le macchine fotografiche digitali ancora non erano così diffuse.

Poi è stata l’epoca delle personal page, con le varie sezioni tra cui le immancabili “Chi sono” e “Contattami” in cui ci si poteva spedire una mail.

Nei primi anni del 2000, però, ci fu in Italia la rivoluzione legata al web 2.0 ed il più delle volte avevamo un blog su cui scrivevamo la nostra vita, la nostra quotidianità e conoscevamo gli altri blogger, leggendoli e commentandoli piuttosto che chattandoci.

Nel 2005 esplose il fenomeno Youtube, un sito creato da due ragazzini per condividere i video ed in seguito comprato da Google. La gente cominciò a caricarci su l’impossibile ed oggi è diventato una sorta di “memoria collettiva mondiale”, un posto franco in cui è possibile ascoltare musica, vedere film, assistere a lezioni di vario genere, ecc.

Nel 2006, mentre ero impegnato a scrivere sul blog e a guardare video su Youtube, una mia amica, avendo saputo che scrivevo canzoni, mi disse: “Ma come? Ancora non sei su MySpace?”.

Per documentarmi cercai la parola “MySpace” su Google e su Wikipedia che avevo sentito essere un’enciclopedia libera dove tutti potevano scriverci in perfetto stile web 2.0.

La parola “Social Network” non mi saltò all’occhio, probabilmente non erano chiamati neanche così all’epoca,

In realtà ero già iscritto a Linkedin per motivi di lavoro ma indubbiamente MySpace per me è stato il primo Social Network che ho esplorato.

MySpace era nato per i musicisti, per la band che volevano far ascoltare la propria musica ma poi era diventato per tutti, chiunque poteva aprirsi un profilo su MySpace e se conoscevi qualche rudimento di informatica potevi personalizzartelo come volevi.

Uno come me, esperto di informatica, musicista e non nativo digitale, in quel mondo ci sguazzava come un pesce dentro l’acqua ma poi arrivarono loro, i nativi digitali o “barbari”, come li chiama qualcuno ma anche tutti i non nativi che giungono sempre “in ritardo” quando una moda è ormai già ben diffusa.

Con gli occhi di oggi posso dire che i vari Blog e MySpace avevano ed hanno un punto debole per la popolarità.

Per usarli al meglio, devi avere un interesse, degli argomenti da scrivere, dei gusti musicali, essere tu a voler scoprire cose nuove, farti nuovi amici.

A fine 2007, sempre una mia amica, mi disse che ero “antico” e che ormai tutti erano su Facebook, mi iscrissi pertanto anch’io per provare.

Oggi mi chiedo: “Perché nel 2010 sono ancora su FB? Perché non sono emigrato da qualche altra parte, tipo Google Buzz o Twitter?” Certo, FB ha il vantaggio del first mover, ovvero di essere stato il primo Social Network davvero popolare ma la risposta che mi do è un’altra.

Io sono rimasto su FB perché la maggior parte della gente con cui mi relaziono si trova lì ed il motivo per cui alla maggior parte della gente piace FB, secondo me, è che non devi avere nessuna caratteristica particolare per frequentarlo, non devi essere uno che scrive, non devi essere un musicista, non devi conoscere l’informatica, non devi neanche sforzarti per farti i fatti degli altri perché FB ti avvisa quando ci sono delle novità e tu non devi solo cliccare.

L’idea di un web collaborativo dove ci si può scambiare idee ed opinioni viene messa sotto i piedi da un web in cui si parla di niente e dove l’esibizionismo ne fa da padrone.

E’ un po’ come il tramonto delle ideologie ma, proprio alla luce di ciò, era più che prevedibile.

Un web alla portata di tutti è certamente un web più democratico ma, come succede in tutte le democrazie, si ha un innalzamento del tasso di mediocrità. E’ il prezzo da pagare per garantire a tutti libertà d’espressione.

Veniamo però al punto: come cambieranno le cose in futuro?

Per rispondere a questa domanda con certezza bisognerebbe avere la sfera di cristallo o avanzare delle ipotesi basandosi su tre punti fondamentali:


· Come sta cambiando la tecnologia;

· Come stanno cambiando le persone che usufruiranno della tecnologia;

· Quanto i governi nazionali spingano per una diffusione della tecnologia.


Partiamo dal primo punto: la tecnologia cambia, si evolve, migliora, spinge verso certi settori. Questo è vero ma per farlo c’è bisogno di ricerca e soprattutto di investimenti.

Per capire verso dove sta andando la tecnologia è necessario farsi un giro (anche solo virtuale) nelle varie fiere dedicate all’Hi-Tech e/o leggere le news riguardanti le nuove tendenze tecnologiche nei blog e siti specializzati.

A gennaio del 2009 lessi un articolo sul corriere.it che parlava del 3D, oggi, a distanza di un anno sembra che ormai tutti i film che vogliano incassare al cinema debbano avere questo plus.

E’ un modo per far pagare di più il biglietto al cinema offrendo qualcosa che l’utente non è in grado di replicare tra le mura domestiche (per ora).

Poi c’è, a mio avviso, una tecnologia che si sta consolidando ed è quella della piattaforma per videogiochi Wi.

Immagino che non è molto lontano il momento in cui 3D e Wi si uniranno, anzi sono più che sicuro che lo hanno già pensato ed ideato.

A fine novembre 2009 un diciassettenne russo (un nativo digitale quindi) crea un sito di video-chat chiamato Chatroulette in cui, senza neanche registrarsi al sito, si può chattare con persone di tutto il mondo scelte dal sistema senza nessun criterio, ovvero a caso (usando il termine inglese: RANDOM) tra gli utenti collegati in quel momento.

L’utente può scegliere se intrattenersi con la persona che il sistema gli ha proposto o passare al prossimo, sempre scelto a caso tra gli utenti connessi in quel momento.

In pochi mesi Chatroulette ha raggiunto un’elevata popolarità, perché?

Eppure tutto ciò mi ricorda le stanze delle chat degli anni 90 in cui un miscuglio di persone non selezionate in base alla nazionalità o agli interessi o ad altro, pionieri di relazioni virtuali, si incontrava.

Che significa? Anche in Internet forse la moda è circolare, come succede nell’abbigliamento in cui gli anni 60/70/80 ritornano sempre?

In un libro del 2006 di Alessandro Baricco: I barbari, saggio sulla mutazione, vengono ben descritte le caratteristiche del popolo mutato figlio della rivoluzione digitale e penso che valga la pena ricordarle: Superficialità, Velocità, Spettacolarità, Mancanza di un’anima e con una vena nostalgica per il mondo che non c’è più e che molti di loro neanche hanno conosciuto.

Credo che Chatroulette contenga in sé tutti questi punti, infatti è Superficiale perché non è pensata per conoscere persone nuove ma per trascorrerci qualche minuto, è Veloce perché si passa da un utente all’altro rapidamente, la Spettacolarità intesa come esibizionismo è alle stelle tanto che sono presenti persone che si mostrano senza veli, la Mancanza d’anima c’è per l’assenza di argomenti e per il fatto di lasciarsi spiare da uno sconosciuto, infine, c’è la vena nostalgica per quelle chat degli anni 90 quando non sapevi chi c’era dall’altro lato, l’adrenalina dell’ignoto.

In più però, Chatroulette introduce un nuovo elemento che, come tutti gli elementi nuovi, tanto nuovo non è, ovvero il fattore RANDOM come scoperta.

Quest’ultimo secondo me sarà uno dei punti chiave del social network del futuro cioè il movimento casuale per scoprire argomenti nuovi ed esplorare.

Gli utenti del social network del futuro non sceglieranno, sarà il sistema a proporre e soprattutto ad intrattenere. Se ciò che gli viene proposto non sarà di loro gradimento avranno la facoltà di cambiare argomento, passando al successivo argomento random proposto dal sistema.

Un momento, ma tutto ciò mi ricorda qualcosa, questa non è la cara vecchia televisione? Sì è proprio lei, solo che i programmi li fanno gli utenti, anche questo fa parte del fattore Nostalgia di cui si parlava prima.

Personalmente vedo un altro elemento vincente in Chatroulette e che potrà essere ereditato dal Social Network del futuro ovvero, la mancanza di una registrazione.

Le persone sono stufe di doversi registrare e fornire i propri dati riempiendo dei form, come sarebbe bello se nessuno ti chiedesse nulla e tu potessi usufruire di un servizio senza doverti per forza registrare.

Possibile poi che non abbia ancora preso piede un sistema tipo Paypal dove una persona registra i propri dati personali una volta per tutte e poi li possa utilizzare all’atto delle iscrizioni ad altri siti semplicemente usando la propria mail accompagnata da una password senza doverli ogni volta riscrivere? (Se qualcuno lo fa, però, si ricordi del sottoscritto).

In Facebook manca l’anonimato, il più delle volte i nostri contatti sono persone che conosciamo e ci conoscono, anche se non ci siamo registrati con il nostro nome e cognome, e sarebbe bello se si potesse avere molteplici identità facilmente interscambiabili.

Altro fattore che, secondo me, potrebbe prendere piede è quello per cui un Social Network potrebbe fornire la possibilità anche di vendere la nostra vita o pezzi di essa.

Sì, avete letto bene, sto parlando proprio di vendere e se a molti può sembrare immorale, ricordatevi che già oggi è possibile trasformare in denaro foto, video, collegamenti alle nostre webcam.

Credo che il Social Network del futuro quindi dovrà fornire anche possibilità di questo tipo per essere attraente.

Ovviamente il Social Network ci guadagnerà in tutto questo e sarà un modo per farlo sopravvivere. Tenete conto che le pubblicità su FB vengono cliccate da pochissimi utenti e molto spesso per sbaglio quindi i bannerini pubblicitari non saranno i soli a far fare cassa al Social Network.

Il Social Network per sopravvivere venderà anche statistiche: mille utenti che oggi si iscrivono al gruppo: “A me piace giocare a tennis” non sono forse mille potenziali acquirenti per un’azienda che vende attrezzature da tennis?

I più smaliziati penseranno che il Social Network del futuro venderà statistiche/informazioni anche ai servizi segreti delle nazioni “amiche” ma credo che ciò già accada e non direi nulla di nuovo.

La Sicurezza verrà sempre messa al primo posto rispetto alla privacy e all’anonimato, anche in futuro.

I governi quindi avranno sempre più un peso nei Social Network ed un governo, anche il più liberale, vedrà sempre dei potenziali pericoli al fatto che l’informazione possa fluire velocemente e senza controllo tra vasti gruppi di persone.

Dipenderà inoltre anche dai governi la possibilità che certe tecnologie prendano piede. Pensiamo in Italia al digitale terrestre, tecnologia fortemente spinta dal governo, ci sarebbe quindi qui più che in altre nazioni terreno fertile affinché nasca un social network che si mescoli con la TV grazie all’ausilio della tecnologia del digitale terrestre. A quel punto saremo tutti un Grande Fratello.

Le mie, naturalmente, sono solo ipotesi, ragionamenti. La verità comunque è che la tecnologia fa tanto ma è come le persone la utilizzano ogni giorno che la rende popolare e l’idea del Social Network del futuro potrebbe anche non essere fondata perché esso potrà venir soppiantato da qualcos’altro che adesso non riusciamo neanche ad immaginare ma che rifletterà sempre, nel bene e nel male, quello che siamo diventati.


Ad maiora,


JECO digitale



mercoledì 30 settembre 2009

Presentazioni

Prima di iniziare a caricare materiale di alcun tipo su questo Blog nuovo di zecca, ci tenevo a fare le dovute presentazioni.
Mi chiamo JECO, si legge come il nome del simpatico animaletto che spesso sorprendiamo in camera nostra nelle calde sere d'estate al mare.
Sono italiano e vivo in Italia e non è una cosa da poco di questi tempi.
Mi piace scrivere, poesie sullo stile di Trilussa, racconti, canzoni , musica e voglio approfittare di questo spazio per esprmermi e fare qualcosa che mi piace.
Questo non è il primo Blog che in vita mia ho aperto. Ho avuto un Blog personale dove raccontavo di me fino all'inizio del 2008 ma poi mi sono iscritto a Facebook ed ho interrotto. Penso che FB abbia "ammazzato" moltissimi blogger e potenziali blogger.
Un Blog è fatto per chi ha dei contenuti da "divulgare" e per chi ha del tempo da dedicarci ed io non ce la facevo più a non dire niente.
Tempi che corrono (TkC) sarà il punto da cui ripartirò.