martedì 26 gennaio 2010

La lettura ad alta voce

Scrivere è stupendo e saperlo fare bene è un'arte, nonché alle volte una dote che solo pochi hanno. Chi scrive, però, deve spesso fare i conti con chi legge e spesso, quando lo stesso scrittore legge a qualcuno ciò che ha scritto, può non essere in grado di trasmettere quello che voleva trasmettere
Le motivazioni sono tante, ma spesso quella principale è che egli non conosce le regole della lettura ad alta voce.
Così, il sottoscritto ha ben pensato di informarsi al riguardo e di scrivere questo post e/o successivi altri a mo' di promemoria per quanto ha imparato.

Partiamo da lontano: la preistoria. In quell'epoca gli uomini non sapevano né leggere, né scrivere. Col passar dei millenni hanno poi iniziato a trasmettersi messaggi scritti attraverso disegni evocativi fino ad inventare, tra il 3000 e il 2500 a.c. la scrittura che ha rappresentato una vera rivoluzione.
Sono cose successe tantissimi anni fa ma chiedetevi oggi qual è il tasso di alfabetizzazione nel mondo e poi anche in Italia, dove viviamo e vi accorgerete che siete dei privilegiati.
Bisogna infatti ricordare che per secoli la cultura, e di conseguenza la scrittura, è stata ad appannaggio solo di poche classi sociali: i preti e gli avvocati.
Per comunicare col popolo i sovrani usavano gli editti: "Udite!! Udite!! ...".
Insomma, il popolo non sapeva leggere ma, perlomeno, a differenza di oggi forse, sapeva ascoltare e sapeva raccontare.
Non sono certo lontani i tempi in cui la famiglia allargata si riuniva attorno al fuoco, usando quel poco di tempo libero che restava ai suoi componenti dopo ore di lavoro, per raccontarsi i fatti quotidiani.
Chi lo faceva, spesso era un anziano, un membro della famiglia che aveva l'esperienza per raccontare, per parlare ad alta voce, tramandando così le proprie parole alle generazioni future.
Dalla "distorsione" dei racconti di vita vissuta sono anche nate quelle che oggi sono le favole, quelle che molti di noi (i più fortunati) hanno avuto la possibilità di sentirsi raccontare o leggere a voce alta dai propri genitori.
Quando c'è qualcuno che racconta, senza che ci sia nessuna immagine, la fantasia vola e crea mondi infiniti, diversi a seconda di chi ascolta.
Nell'era dell'immagine questo ci è alle volte negato per cui il volto di Frodo del "Signore degli anelli" è oggi lo stesso per tutti noi.
Veniamo alla lingua: la lingua che si parla in Italia, sebbene ultimamente si dica il contrario, è l'italiano.
Grazie alla TV, in Italia, il tasso di alfabetizzazione è aumentato di tantissimo rispetto anche ad un secolo fa, la TV ha questo merito, quello di aver reso popolare la lingua italiana le cui regole di dizione e pronuncia altro non sono, che quelle della lingua che Dante ha usato per scrivere la Divina Commedia ovvero il volgare fiorentino.
Insomma, fare dei corsi di dizione in Toscana, forse è un po' come vendere il ghiaccio agli eschimesi e se qualcuno obietta per la "C" aspirata, sappia che la colpa è tutta degli etruschi.
I dialetti poi, sono una ricchezza culturale per le popolazioni e sono frutto delle numerose conquiste che l'Italia ha subito da parte di tanti popoli: dagli arabi, ai normanni, dai francesi, agli spagnoli ... che negli anni hanno colonizzato l'Italia ed hanno contaminato il latino, la lingua degli antichi romani.
Detto ciò, saper leggere ad alta voce bene ha a che vedere con il saper parlare bene l'italiano e conoscerne le regole di pronuncia e dizione.
Per far questo, un valido aiuto lo si può trovare consultando il codesto link:


E' importante tuttavia sapere che il linguaggio è formato da vari elementi che si possono dividere in

  • Elementi linguistici (le parole)
  • Elementi extra-linguistici (i risuonatori, del tipo: Ahhhh, che mal di testa ... "Ahhhh" è un risuonatore)
  • Elementi para-linguistici
Questi ultimi sono: il volume, il tempo, il timbro che nel parlato coincide col tono.

La distinzione dei timbri che esistono in natura è quella che si fa nella musica classica:
Per gli uomini: Tenore, Baritono, Basso
Per le donne: Soprano, mezzo-soprano, contralto.
A seconda delle situazioni narrate, bisogna sapere alzare o abbassare il proprio tono.

Tutto ciò sta a significare che conoscere le regole non basta se non si ha padronanza del mezzo con cui si legge: la voce.

Ad maiora.

JECO digitale


lunedì 11 gennaio 2010

Fremo, fremo!

Salve a tutti,

innanzi tutto buon anno nuovo, questo è il mio primo post del 2010, poi ho un'altra news da darvi.
Nel post precedente vi dicevo che il mio libro era ormai pronto ed infatti in qusti giorni ho firmato il contratto con l'editore.
Sto attendendo una copia e se non ci saranno in essa imperferzioni, potrò pocedere alla pubblicazione vera e propria, pertanto fremo all'idea di avere il mio libricino tra le mani! :)
I tempi dell'editoria, ho potuto constatare che non sono tra i più brevi e l'arco di tempo che passa tra la fine di un'opera e la sua pubblicazione può davvero protrarsi anche molti mesi.

A presto (si spera),

JECO digitale

lunedì 7 dicembre 2009

La poesia nei tempi che corrono

Bene, direi che il mio libro è ormai terminato.
Mi ero imposto che sarebbe stato di 60 componimenti e così sarà, il motivo di questa scelta è che spesso le case editrici richiedono che in un libro ci sia almeno un certo numero di poesie e 60 è un numero sufficiente.

Negli ultimi tempi ho cercato di scrivere una poesia al giorno seguendo il consiglio di altri scrittori che sostengono che scrivere è anche esercizio oltre che ispirazione.
Grazie a questo, molte delle cose che ho scritto su questo blog sono state inserite nel mio libro, magari un po' ritoccate.

Comunque, sto continuando a mandare alle case editrici il mio libro ma le risposte sono spesso deludenti o peggio, non ci sono.
Personalmente non credo di avere scritto cose brutte, la verità che mi viene spesso messa di fronte dagli addetti ai lavori è che la poesia NON ha una quota di mercato sufficientemente elevata affinché una casa editrice decida di pubblicarti senza alcun contrbuto.

Allora mi sono chiesto:



Davvero la poesia è così impopolare?


Utilizzando il social network più popolare del momento (Facebook) ho cercato i gruppi che hanno come tema la poesia e, contariamente a ciò che pensavo ne ho trovati tantissimi con numerosi iscritti.

Pertanto, l'opinione che mi sono fatto io è la seguente:


Non credo che la gente non abbia desiderio di poesia ma, allo stesso tempo, penso che se essa venga servita nuda e cruda, risulti qualcosa di troppo anacronistico.

In un mondo dove tutti vanno di fretta, è necessario quindi trovare il modo per colpire il lettore e le sole parole scritte, non sono sufficienti perciò, a mio avviso, per rendere la poesia più popolare è necessario accompagnarla con la voce, le immagini, la musica o qualcos'altro.
Oggigiorno questo è molto più facile grazie alle nuove tecnologie.
Non so se lo avete notato, nella colonna a destra in questo blog ho inserito un lettore virtuale. Naturalmente la voce è la mia ma ho pensato che in futuro potrebbe essere un modo per servire la poesia in una salsa diversa dal solito testo scritto.

Poi, c'è da chiedersi:

Quante persone a cui piace la poesia sono disposte a comprare un libro
di poesie?


Sicuramente una piccolissima percentuale di tutte quelle che hanno aderito ai vari gruppi di FB, allora penso che i poeti nei tempi che corrono, oltre a fare i poeti, hanno anche un altro compito molto importante:

I poeti nei tempi che corrono hanno il compito
di avvicinare quanti più lettori possibili all'arte
della poesia.

(vedi immagine sottostante)



Per fare ciò, il poeta (ma questo vale anche per lo scrittore in generale) deve sapere attuare anche strategie di marketing per essere ascoltato altrimenti la sua voce si perderà nel chiasso dei tanti che comunicano senza dire nulla.

In attesa quindi di trovare la mia quota di mercato, vi saluto! ;-)

JECO digitale

http://tempichecorrono.blogspot.com/

martedì 1 dicembre 2009

Tutti insieme appassionatamente

Metti insieme una gazzella
acida più di una zitella
ed un leone che ha paura
di esternare la sua natura.
Poi, prendi una pitonessa
tanto sinuosa quanto depressa
insieme ad un coccodrillo
di età avanzata ma arzillo
ed una gatta ben disposta
ad ogni sorta di proposta
con un somaro che si crede
importante perché possiede,
aggiungi anche una pantegana
che cavalca alla texana
ed un gabbiano che fa il matto
e, a questo punto, il gioco è fatto.
Vi chidererete: "Ma cos'è?
Forse l'arca di Noé? Macché!
E' l'elenco degli insoliti
concorrenti di un reality
che fino a notte fonda,
ogni settimana va in onda."

by JECO digitale

giovedì 26 novembre 2009

Rifiuti da conservare

"Buongiorno Jeco e grazie per averci contattato. Non pubblichiamo libri di poesie, mi spiace.Cordiali saluti e buona fortuna per il suo libro."

"Gentile signore/a,
in questo momento non siamo in grado di prendere in visione nuovi materiali.
Con un cordiale saluto"


"Gentile Autore la ringraziamo per aver pensato a noi per la sua proposta editoriale.Siamo spiacenti di comunicarle tuttavia che il genere di operacui ha accennato, almeno per il momento, non rientra nei nostri interessi editoriali.Le rivolgiamo i nostri migliori auguri. Cordiali saluti."

"..."

Conserverò questi rifiuti per ricordo,
ma sappiate che: NON DEMORDO !!! :)))


martedì 17 novembre 2009

Il vaccino, lo sapevate?

Ditemi, lo sapevate?
Il vaccino per l'influenza nuova
viene fatto crescere nelle uova
dei polli già fecondate
e dato che serve un uovo a testa
per soddisfare tutta la richiesta,
è molto probabile che nei supermercati
i prezzi delle uova siano aumentati
perché il numero di uova in circolazione
risulta non sufficiente per la popolazione.
Così, quest'anno, oltre al vaccino da acquistare,
anche la frittata avremo in più da pagare!
Che sia aviaria o suina, sapete qual'è il motto?
Sono sempre i polli che ci vanno sotto.

by JECO digitale




L'ispirazione è venuta leggendo:

http://www.corriere.it/salute/09_novembre_15/influenza-uova-vaccino-business_6c538e8e-d1c6-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml

giovedì 12 novembre 2009

Il matrimonio della vipera

Una vipera molto velenosa,
la più acida tra le zitelle,
poiché era tanto desiderosa
di trovarsi marito, cambiò pelle.
Così facendo le si presentò l'occasione
di farsi notare da un bel serpentone,
che somigliava in tutto e per tutto a Bred Pitone.
Dopo solo un mese lui: "Ho preso la mia decisione!
Sposiamoci!" disse davanti ai di lei parenti
che la tradizione vuole essere tutti serpenti.
A sangue freddo lei rispose: "Lo voglio!"
e fu fissata una data nel mese di luglio.
Dopo la cerimonia, però, verso tarda sera,
lei si mostrò a lui per la vipera che era.
"Mi hai ingannato!" - disse lui indignato -
Ma lei: "Senti chi parla! Anche tu le tue colpe ammettile!
Non s'è visto mai un serpente con disfunzione (e)rettile!"

by JECO digitale

mercoledì 11 novembre 2009

Il cane antidroga

Un cane antidroga disse ad un collega:
"Non è demagogia ma oramai chi si nega
al test che dice se fai uso di stupefacenti
fa nascere seri dubbi sui comportamenti
di chi dovrebbe governare la nazione
a mente lucida e con cognizione.
Magari, però, sono solo grandi dicerie
e che nel palazzo giri droga, fantasie!"
A queste parole il collega storse il naso
e lui: "Hai annusato roba sospetta per caso?"
"No - rispose l'altro - ma non è escluso
che forse è meglio tenere il naso chiuso."

by JECO digitale


giovedì 5 novembre 2009

Non lasciamoci influenzare

Quest'anno non c'è solo quella stagionale
che ci mette tutti a letto e ci fa stare male,
la psicosi da suina oggigiorno è generale,
lo si vede in TV e lo si legge sul giornale
ma l'unico consiglio che mi sento di dare
è quello di non lasciarsi mai influenzare.

by JECO digitale


mercoledì 4 novembre 2009

Il formicaio

Alcune formiche, in un buco del terreno,
avevano costruito un formicaio
e, nonostante fossero un migliaio,
disciplinatamente lavoravan senza freno.

Quand'ecco che un bambino decise di provare
a veder che succedeva a volerle calpestare.
Notò però che dopo un po' di panico generale
la situazione alla fine tornava sempre uguale

e nessuna formica gli saliva addosso
per dirgli: "Ti faccio vedere io adesso!"
Nessuna di loro si riusciva a coalizzare
per mordergli le gambe e farlo cessare.

Invece tutte quante, nonostante le pedate avute,
riprendevano a lavorare rimanendo zitte e mute.
...
Molti anni dopo, quel che imparò quel giorno
gli ritornò assai utile quando salì al governo.

by JECO digitale

venerdì 30 ottobre 2009

Il politico pentito

Vi saluto, lascio la politica,
è sempre giusto fare autocritica,
specie se vieni "pizzicato"
in flagranza di reato
perché la gente non è scema,
sa che sono una vittima del sistema.
Però, adesso che il gioco è finito,
voglio dirvi che sono pentito
e, aldilà degli sbagli personali
finiti in prima pagina sui giornali,
spero mi sia riconosciuto
che quando ho lavorato
è stato per il bene del paese
e che le tasse non le ho mai evase.
Ringrazio chi mi ha sostenuto,
chi bene mi ha voluto,
tutti quanti i miei fans
e pure qualche trans.

by JECO digitale



giovedì 29 ottobre 2009

Lo stivale e la calza

Uno stivale disse ad una calza:
"Parlano tanto di uguaglianza
ma quelli come me muovono il paese!
invece quelle come te, lo dico senza offese,
pensano solo a rimanersene imboscate,
seguendo i passi altrui standosene riparate
da tutte le intemperie e da certi imprevisti
che si calpestano quando non si sono visti."
Rispose la calza: "Tu alza pure un polverone
ma oggigiorno, in questo paese, chi si espone
è costretto a passare sopra a troppe schifezze!
Quelle come me invece sono avvezze
a percorrere la strada senza far fatica,
e ad essere in TV chiamate: Grande amica!
Di te, invece, che fai tanto il lavoratore corretto
spesso si lamentano dicendo che gli stai stretto.
Secondo te è un caso che l'inno nazionale
oggi pubblicizza le calze e non più lo Stivale?"

by JECO digitale





L'ispirazione è venuta guardando:

Le pubblicità delle calze del tipo: Golden Lady, Calzedonia ... ed in particolare la pubblicità che ha come sottofondo l'inno nazionale italiano modificato in: "Sorelle d'Italia ..." che ha suscitato molte polemiche.